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Non chiamateli “mammi”!

Una nuova generazione di uomini ha scoperto quanto sia bello fare il papà a tutto tondo. Ma chi l’ha detto che i papà sono meno attenti e premurosi delle mamme?

Non chiamateli “mammi”!

È comune pensiero che solo le mamme sono capaci di prendersi cura del pupetto: allattare, cambiare i pannolini, fare il bagnetto sono tutte azioni che normalmente si pensa siano di esclusiva competenza femminile. Ma chi dice che un papà non saprebbe farlo altrettanto bene?

Negli ultimi anni questo luogo comune si è in parte modificato e, oggi sempre di più, i papà sono attivamente coinvolti nelle cure del proprio bimbo e nel sostegno alla propria compagna, a partire già dalla condivisione dell’esperienza della gravidanza. Anche la vita del papà viene “stravolta” da questa nuova esperienza e dalla nascita di un figlio: il suo ruolo non è più, per fortuna, solo quello di  pensare al sostegno economico, ma anche quello di prendersi cura, amare e occuparsi del benessere del proprio bambino.

Questa evoluzione della figura paterna è legata all’evoluzione della figura della donna nella società moderna: la maggior parte delle donne lavora, traendo dal lavoro soddisfazione e appagamento, senza voler rinunciare a tutto ciò una volta diventate mamme. Ed è qui che è fondamentale la collaborazione e l’impegno dei “nuovi” papà nei confronti di mamma e bebè!

Anche le nuove leggi sulla famiglia, agevolano i papà che possono chiedere addirittura un periodo di pausa dal lavoro, il congedo parentale che dà diritto fino a 6 mesi di allontanamento dal lavoro, fruibile in qualsiasi momento, continuativo o frazionato.  Per tutte le informazioni al riguardo è opportuno consultare sindacati e il ministero del lavoro.

Avere l’opportunità anche per il papà di passare del tempo con il proprio bambino è una grande fortuna da non lasciarsi sfuggire, perché per il tuo bimbo è molto importante creare uno stretto rapporto con la figura di riferimento così importante nella sua vita e il sostegno del tuo compagno rafforzerà il vostro rapporto. Coinvolgi il più possibile il papà nella cura del piccolo, senza escluderlo, superando il tuo bisogno istintivo di badare a lui da sola.