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Gli strumenti della prevenzione: la diagnosi prenatale

Il tuo bimbo ha appena iniziato il suo viaggio e tu vuoi conoscere più a fondo i meccanismi messi in moto dal microscopico esserino che sta crescendo dentro di te.

Gli strumenti della prevenzione: la diagnosi prenatale

Se vuoi avere una corretta e consapevole informazione sui vari esami che medici e specialisti ti suggeriscono di fare, la diagnostica prenatale svela la normalità o la presenza di eventuali patologie del feto, come alterazioni e anomalie cromosomiche, malformazioni, malattie genetiche su base familiare.

Lo sviluppo dell’ecografia, ha permesso di mettere a punto alcune tecniche diagnostiche ad alta sensibilità, quali il test combinato (bitest + translucenza nucale), per individuare un rischio di sindrome di Down, Trisomia 18 e Trisomia 13.

Possono rientrare nelle metodiche di diagnosi prenatale anche l’ecografia morfologica del secondo trimestre di gravidanza, che può evidenziare eventuali malformazioni o anormalità fetali, e l’ecocardiografia fetale che analizza il cuore del feto.

Amniocentesi e villocentesi non sono considerati esami di routine.

L’amniocentesi è il prelievo e l’analisi di liquido amniotico tra la 15a e 20a settimana di gestazione che permette di conoscere il corredo cromosomico del feto, evidenziandone alterazioni. Viene consigliata soprattutto oltre i 35 anni o se si ha avuto un bimbo con anomalie cromosomiche o malattie genetiche legate al sesso, o con consanguinei affetti da tali anomalie.

La villocentesi permette, come l’amniocentesi, di svolgere l’analisi cromosomica prenatale ma in questo caso viene prelevata un piccolo campione della placenta. È praticabile a partire dalla 10°-12° settimana di gravidanza e permette di avere il risultato entro 7-10 giorni.

Ricevere informazioni complete sul significato delle indagini, avere lo spazio per un’autonoma valutazione e il supporto adeguato delle strutture sanitarie ti consente di affrontare con maggiore equilibrio tutte le eventualità.